Da una nostra recente lettura di comunicati e studi di prestigiose Fonti, emerge una riduzione del grado di dipendenza dalle banche da parte delle PMI italiane che dai bilanci 2016 ottengono miglioramenti in termini di redditività, di turnover e di sostenibilità degli oneri finanziari.


In base ai dati di bilancio, nel 2016 circa il 40% delle PMI italiane non ricorrono al capitale bancario per finanziare la propria attività (+10% rispetto al 2009).


Si possono riassumere le seguenti classi:


a) Pmi non dipendenti dal sistema bancario, cioè quelle per cui i finanziamenti bancari non superano il 10% dell'attivo, ve ne sono 80 mila PMI (di cui 53 mila senza debiti con le banche);


b) PMI moderatamente dipendenti, in cui i finanziamenti bancari pesano tra il 10% e il 50% del totale attivo, ve ne sono 58 mila;


c) PMI imprese fortemente dipendenti, in cui i finanziamenti bancari pesano più del 50% del totale attivo e ve ne sono solo 6 mila (nel 2009 erano il 10,5%).




Il ROA delle PMI non dipendenti si mantiene stabile nel triennio 2014-2016 (dal 5,8% del 2014 al 5,6% del 2016), ma rimane nettamente superiore a quello delle imprese moderatamente dipendenti, passato dal 3,3% al 4,6%, e a quello delle imprese fortemente dipendenti, che arriva appena a toccare il 2% nel 2016.


In termini di turnover, ossia della capacità delle aziende di generare giro d'affari rapportata al totale delle attività, invece, la dinamica del 2016 è risultata piatta per tutte e tre le classi;il livello del turnover nelle imprese non dipendenti dal sistema bancario è più che doppio rispetto a quello delle fortemente dipendenti (2,8 volte contro 1,2).


Le imprese fortemente dipendenti registrano il calo più netto del rapporto tra oneri finanziari e margini lordi (dal 39,2% al 31,7%), favorito dal miglioramento congiunturale complessivo e dalla politica monetaria espansiva. Bisogna tuttavia sottolineare che le PMI non dipendenti avevano già raggiunto un livello talmente basso da risultare difficile un ulteriore calo.


Ep-01/2018